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BENVENUTO SANTO PADRE

Accogliamo con gioia ed affetto il nostro amato Santo Padre benedetto XVI ad Arezzo, La Verna Sansepolcro. Un giorno di Grazia, questo 13 maggio 2012.

BENVENUTO SANTO PADRE!

Papa Benedetto XVI ad Arezzo!

Tra poche ore saremo testimoni di un grande evento storico, un evento di Grazia per la nostra Chiesa. La preparazione di questi mesi ci aiuterà ad accogliere ogni parola del Successore di Pietro, a trattenerla in noi e meditarla, affinchè dal 13 maggio la nostra Diocesi possa ripartire con nuovo slancio ed entusiasmo.

BENVENUTO SANTO PADRE!

Tra poche ore arriva il Papa!

Tra poche ore Benedetto XVI sarà ad Arezzo. Fervono i preparativi, anche in seminario…

…tra pochi giorni arriva il Papa!

Pochissimi giorni e Benedetto XVI sarà in mezzo a noi.

Continuiamo a preparaci a questo grande evento per la nostra chiesa diocesana con la preghiera composta dall’Arcivescovo Riccardo:

Padre Santo,
come i fiori di primavera,
la nostra Chiesa vuole diventare giovane e bella,
unita e armoniosa,
al servizio del Vangelo.
Fai che la nostra fatica nella ricerca di imitare Gesù
aiuti i piccoli a credere, i poveri a sperare,
tutti a diffondere attorno a sé amore e solidarietà.
Pietro viene tra breve a trovarci,
pellegrino di pace, segno di unità,
profeta della gioia cristiana.
Aiutaci ad accoglierlo, nella semplicità del vero
e nella ricchezza delle virtù
che il Signore ci ha insegnato.
I Santi Donato, Romualdo e Francesco intercedano,
perché il girotondo dei giorni in attesa del Papa
sia fecondo di interiorità,
ricco di impegno per il bene comune.
Maria, Madre della Chiesa,
modello di santità e di bellezza,
ci ottenga la benedizione
e il dono del tuo Spirito.
Amen.

Festa Diocesana dei ragazzi

Domenica 22 aprile:  ACCENDI INCREDI RADIO!

Auguri Santo Padre!

Infiniti auguri al Santo Padre Benedetto XVI in occasione del suo compleanno.

i seminaristi di Arezzo

II Domenica di Pasqua

II Domenica di Pasqua, “in Albis” o della Divina Misericordia.

«Tommaso, metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Alle ore 11, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria in Gradi in Arezzo, il seminarista Gabriele Donnini riceverà l’Ammissione tra i candidati agli Ordini Sacri.

PASQUA DI RESURREZIONE

Morte e Vita si sono affrontate in un duello straordinario:

il Signore della vita era morto, ora, regna vivo.

(dalla sequenza del giorno di Pasqua)

 

BUONA PASQUA

il Rettore e i Seminaristi di Arezzo

Venerdì Santo

Venerdì Santo in passione et morte Domini

Se vuoi comprendere ancor più profondamente la forza di questo sangue, considera da dove cominciò a scorrere e da quale sorgente scaturì. Fu versato sulla croce e sgorgò dal costato del Signore. A Gesù morto e ancora appeso alla croce, racconta il vangelo, s’avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: ne uscì acqua e sangue. L’una simbolo del Battesimo, l’altro dell’Eucaristia. Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove ho scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze.

Come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l’acqua e il sangue dal suo costato per formare la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l’acqua durante il sonno della sua morte.
Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.

(Catechesi di San Giovanni Crisostomo)

Giovedì Santo

Giovedì nella Cena del Signore

Gesù dà se stesso in cibo: è il sacramento dell’amore
Il Giovedì santo, con il suo richiamo «anniversario» all’evento dell’ultima cena, pone al centro della memoria ecclesiale il segno dell’amore gratuito, totale e definitivo: Gesù è l’Agnello pasquale che porta a compimento il progetto di liberazione iniziato nel primo esodo (cf prima lettura); il suo donarsi nella morte è l’inizio di una presenza nuova e permanente; «il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza, il suo sangue per noi versato è la bevanda che ci redime da ogni colpa» (cfr. prefazio).