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Settimana Vocazionale Terontola

Settimana Vocazionale Terontola

Settimana Vocazionale Terontola

Settimana Vocazionale Arezzo

Dammi un Cuore che ascolta #settimana_vocazionale_sva

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Preghiera per la 55a GMPV

Padre Buono, che ami tutte le tue creature
e desideri farne tua dimora,
donaci un cuore che ascolti,
capace di posarsi sul cuore di Cristo
e battere al ritmo della tua Vita.
Signore Gesù, amante della vita,
allargaci il cuore alla tua misura;
raccontaci il tuo desiderio
e compilo nella nostra carne.
Sprigiona in noi le energie
della tua Risurrezione
e contagiaci di vita eterna.
Spirito Santo, ospite atteso,
vieni e mostraci la bellezza di una vita
che appartenga tutta a Cristo.
A te, Maria, Madre sempre presente,
affidiamo il desiderio di Pienezza
che attende di esplodere
dentro il cuore di molti giovani.
Tu che hai accolto l’Inedito,
suscita anche in noi
l’audacia del tuo Sì.
Amen

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 55ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA 55ª GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

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Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore
Cari fratelli e sorelle,
nell’ottobre prossimo si svolgerà la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che sarà dedicata ai giovani, in particolare al rapporto tra giovani, fede e vocazione. In quell’occasione avremo modo di approfondire come, al centro della nostra vita, ci sia la chiamata alla gioia che Dio ci rivolge e come questo sia «il progetto di Dio per gli uomini e le donne di ogni tempo» (Sinodo dei Vescovi, XV Assemblea Generale Ordinaria, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, Introduzione).
Si tratta di una buona notizia che ci viene riannunziata con forza dalla 55ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni: non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina!
Anche in questi nostri tempi inquieti, il Mistero dell’Incarnazione ci ricorda che Dio sempre ci viene incontro ed è il Dio-con-noi, che passa lungo le strade talvolta polverose della nostra vita e, cogliendo la nostra struggente nostalgia di amore e di felicità, ci chiama alla gioia. Nella diversità e nella specificità di ogni vocazione, personale ed ecclesiale, si tratta di ascoltare, discernere e vivere questa Parola che ci chiama dall’alto e che, mentre ci permette di far fruttare i nostri talenti, ci rende anche strumenti di salvezza nel mondo e ci orienta alla pienezza della felicità.
Questi tre aspetti – ascolto, discernimento e vita – fanno anche da cornice all’inizio della missione di Gesù, il quale, dopo i giorni di preghiera e di lotta nel deserto, visita la sua sinagoga di Nazareth, e qui si mette in ascolto della Parola, discerne il contenuto della missione affidatagli dal Padre e annuncia di essere venuto a realizzarla “oggi” (cfr Lc 4,16-21).
Ascoltare
La chiamata del Signore – va detto subito – non ha l’evidenza di una delle tante cose che possiamo sentire, vedere o toccare nella nostra esperienza quotidiana. Dio viene in modo silenzioso e discreto, senza imporsi alla nostra libertà. Così può capitare che la sua voce rimanga soffocata dalle molte preoccupazioni e sollecitazioni che occupano la nostra mente e il nostro cuore.
Occorre allora predisporsi a un ascolto profondo della sua Parola e della vita, prestare attenzione anche ai dettagli della nostra quotidianità, imparare a leggere gli eventi con gli occhi della fede, e mantenersi aperti alle sorprese dello Spirito.
Non potremo scoprire la chiamata speciale e personale che Dio ha pensato per noi, se restiamo chiusi in noi stessi, nelle nostre abitudini e nell’apatia di chi spreca la propria vita nel cerchio ristretto del proprio io, perdendo l’opportunità di sognare in grande e di diventare protagonista di quella storia unica e originale, che Dio vuole scrivere con noi.
Anche Gesù è stato chiamato e mandato; per questo ha avuto bisogno di raccogliersi nel silenzio, ha ascoltato e letto la Parola nella Sinagoga e, con la luce e la forza dello Spirito Santo, ne ha svelato in pienezza il significato, riferito alla sua stessa persona e alla storia del popolo di Israele.
Quest’attitudine oggi diventa sempre più difficile, immersi come siamo in una società rumorosa, nella frenesia dell’abbondanza di stimoli e di informazioni che affollano le nostre giornate. Al chiasso esteriore, che talvolta domina le nostre città e i nostri quartieri, corrisponde spesso una dispersione e confusione interiore, che non ci permette di fermarci, di assaporare il gusto della contemplazione, di riflettere con serenità sugli eventi della nostra vita e di operare, fiduciosi nel premuroso disegno di Dio per noi, di operare un fecondo discernimento.
Ma, come sappiamo, il Regno di Dio viene senza fare rumore e senza attirare l’attenzione (cfr Lc 17,21), ed è possibile coglierne i germi solo quando, come il profeta Elia, sappiamo entrare nelle profondità del nostro spirito, lasciando che esso si apra all’impercettibile soffio della brezza divina (cfr 1 Re 19,11-13).
Discernere
Leggendo, nella sinagoga di Nazareth, il passo del profeta Isaia, Gesù discerne il contenuto della missione per cui è stato inviato e lo presenta a coloro che attendevano il Messia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19).
Allo stesso modo, ognuno di noi può scoprire la propria vocazione solo attraverso il discernimento spirituale, un «processo con cui la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita» (Sinodo dei Vescovi, XV Assemblea Generale Ordinaria, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, II, 2).
Scopriamo, in particolare, che la vocazione cristiana ha sempre una dimensione profetica. Come ci testimonia la Scrittura, i profeti sono inviati al popolo in situazioni di grande precarietà materiale e di crisi spirituale e morale, per rivolgere a nome di Dio parole di conversione, di speranza e di consolazione. Come un vento che solleva la polvere, il profeta disturba la falsa tranquillità della coscienza che ha dimenticato la Parola del Signore, discerne gli eventi alla luce della promessa di Dio e aiuta il popolo a scorgere segnali di aurora nelle tenebre della storia.
Anche oggi abbiamo tanto bisogno del discernimento e della profezia; di superare le tentazioni dell’ideologia e del fatalismo e di scoprire, nella relazione con il Signore, i luoghi, gli strumenti e le situazioni attraverso cui Egli ci chiama. Ogni cristiano dovrebbe poter sviluppare la capacità di “leggere dentro” la vita e di cogliere dove e a che cosa il Signore lo sta chiamando per essere continuatore della sua missione.
Vivere
Infine, Gesù annuncia la novità dell’ora presente, che entusiasmerà molti e irrigidirà altri: il tempo è compiuto ed è Lui il Messia annunciato da Isaia, unto per liberare i prigionieri, ridare la vista ai ciechi e proclamare l’amore misericordioso di Dio ad ogni creatura. Proprio «oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,20), afferma Gesù.
La gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e pigrizie; non ci tocca se restiamo affacciati alla finestra, con la scusa di aspettare sempre un tempo propizio; né si compie per noi se non ci assumiamo oggi stesso il rischio di una scelta. La vocazione è oggi! La missione cristiana è per il presente! E ciascuno di noi è chiamato – alla vita laicale nel matrimonio, a quella sacerdotale nel ministero ordinato, o a quella di speciale consacrazione – per diventare testimone del Signore, qui e ora.
Questo “oggi” proclamato da Gesù, infatti, ci assicura che Dio continua a “scendere” per salvare questa nostra umanità e farci partecipi della sua missione. Il Signore chiama ancora a vivere con Lui e andare dietro a Lui in una relazione di speciale vicinanza, al suo diretto servizio. E se ci fa capire che ci chiama a consacrarci totalmente al suo Regno, non dobbiamo avere paura! È bello – ed è una grande grazia – essere interamente e per sempre consacrati a Dio e al servizio dei fratelli.
Il Signore continua oggi a chiamare a seguirlo. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per rispondere il nostro generoso “eccomi”, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati, ma accogliere con cuore aperto la voce del Signore. Ascoltarla, discernere la nostra missione personale nella Chiesa e nel mondo, e infine viverla nell’oggi che Dio ci dona.
Maria Santissima, la giovane fanciulla di periferia, che ha ascoltato, accolto e vissuto la Parola di Dio fatta carne, ci custodisca e ci accompagni sempre nel nostro cammino.

La cura dei giovani, nessuno escluso, Ultima tappa in preparazione al Sinodo

Giacomo Costa s.j , sarà il relatore del ultima tappa in preparazione al nostro Sinodo Diocesano, con il tema ” La cura dei giovani, nessuno escluso” che si terrà la domenica 11 marzo alle ore 16.00 presso il Seminario Vescovile di Arezzo.
Giacomo Costa è entrato nel 1992 nella Compagnia di Gesù. Oltre agli studi in filosofia e teologia ha conseguito un master in Sociologia politica e morale con Luc Boltanski presso l’EHESS (Ecole d’Hautes Etudes en Sciences Sociales) di Parigi, vivendo e lavorando al tempo stesso nelle periferie della città, a Saint-Denis. Dopo un biennio all’Istituto di formazione politica Pedro Arrupe di Palermo, dal 2005 è entrato a far parte della redazione di Aggiornamenti Sociali, divenendone Direttore responsabile nel 2010, succedendo a padre Bartolomeo Sorge. È anche Presidente della Fondazione Culturale San Fedele di Milano e vicepresidente della Fondazione Carlo Maria Martini.
Papa Francesco lo ha nominato Segretario speciale della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma nell’ottobre 2018, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».
Come si legge nel Regolamento del Sinodo dei Vescovi, aggiornato nel 2006 da papa Benedetto XVI, il Segretario speciale – la cui nomina è decisa dal Pontefice – svolge i seguenti compiti: «Assistere il Relatore generale in tutte le sue funzioni; coordinare, sotto la direzione del medesimo, il lavoro degli Esperti e curare la redazione delle Proposizioni o di altri documenti da presentare alla votazione dei Padri». #sinodoarezzo #chiesainuscita #ultimatappagiacomo-costa-2-con-papa-francesco-rid

Giacomo Costa ad Arezzo per L’ultima tappa in preparazione al Sinodo

 

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Incontro Ministranti 17 Marzo 2018

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2 Giorni Ministranti 27-28 dicembre

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Conosciamo i nostri Seminaristi: Marco Rossi

Marco Rossi 

Mi chiamo Marco Rossi,sono nato a Bibbiena ed abito a Soci frazione di Bibbiena in Casentino.marco-rossi-propedeutico-17-18
Ho frequentato la scuola dell’infanzia,la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado a Soci,mentre la scuola secondaria di secondo grado a Poppi.

L’indirizzo scolastico con il quale mi sono diplomato è le scienze umane,ho scelto questo indirizzo perché volevo preparami nel ambito dell’umano, pensavo di già a un cammino verso il servizio agli altri.

Quando avevo sei anni ho iniziato a fare il ministrante nella mia parrocchia prima con l’aiuto del mio parroco Don Mario il quale mi ha battezzato e comunicato e poi con l’aiuto di  Don Fabrizio ed infine Don Josè, continuo a farlo ancora e ora insegno ad altri più piccoli di me questo bel servizio, infatti sono il coordinatore nella parrocchia.

Accompagno i ragazzi della mi parrocchia  nella catechesi  da 3 anni assieme a delle persone stupende: Mariarosa e Tamara.
Fin da piccolo ho ricevuto da miei genitori e  nonni l’esempio e l’amore per la Chiesa, senza dubbio un grande aiuto nel mio cammino in questa ricerca vocazionale.

Figura importante nel mio cammino di ricerca vocazionale, il nostro Papa Emerito Benedetto XVI, il suo insegnamento è tesoro per la mia vita, certamente anche gli insegnamenti del nostro Papa Francisco, cosi come i consigli dei sacerdoti che ho incontrato, sopratutto quelli dei mie parroci.

Dalla terza media in poi, volendo approfondire la ricerca vocazionale, ho iniziato a frequentare il Seminario, insieme ad altri ragazzi facevamo dei weekend vocazionali, sia in Seminario che in altri posti, è bello sapere che non sei l’unico a farsi queste domande… ho conosciuto altri ragazzi che come me si domandavano che vuole Dio da noi….certo il cammino continua ancora.

Ho accettato questa chiamata e con l’aiuto di Dio, se questa è la sua volontà la porterò avanti, attualmente faccio parte del propedeutico, e per me e mie fratelli di cammino  vi chiedo preghiera.

Marco.

Conosciamo i nostri Seminaristi: Nicholas Spertilli Raffaelli

Nicholas Spertilli Raffaelli

nicholas-spertilli-propedeutico-17-18Ciao! Mi chiamo Nicholas Spertilli Raffaelli, sono di Le Poggiola (Arezzo) e sono nato il 15 luglio 1995. Mi è stato chiesto di scrivere due righe per spiegare come mai sono finito in Seminario. Non sono entrato per caso o perché non avevo nulla di meglio da fare, ma perché chiamato da una Persona alla quale è impossibile dire di no (anche se ci ho provato con tutto me stesso). Il mio cammino prende forma con il gruppo dopo Cresima, dove inizio a collaborare attivamente alla vita della mia Parrocchia. Animare il Grest, stare con i ragazzi della mia età, partecipare ed organizzare varie iniziative ed attività, erano cose che facevo molto volentieri. Non posso parlare di fede, la mia era solo voglia di fare e di divertirmi. Tuttavia all’età di 16 anni inizio a capire che avevo bisogno di altro, inizio a pensare al mio futuro (cosa che non avevo mai fatto prima). Un’idea si faceva sempre più strada dentro di me: iniziavo a pensare di seguire Gesù diventando Sacerdote. Non ho sentito voci strane, visto grandi miracoli, ho solo iniziato a cogliere il sogno e il progetto di vita che era nel mio cuore.
Sono sincero, in un primo momento avrei voluto spegnere i miei pensieri. Continuavo a ripetermi: “Ma con tutte le cose che puoi pensare, tutte le cose che puoi fare, proprio Prete vuoi essere?”. Nonostante abbia provato a soffocare in tutti i modi questi pensieri, iniziavo a convincermi che solo seguendo questo sogno avrei potuto raggiungere la mia vera e piena felicità. Così, dopo essermi fatto una bella dose di coraggio, in un ritiro della Parrocchia nel Natale di qualche anno fa, parlo al mio parroco Don Gianluca della mia vocazione. Con molta delicatezza, non nascondendo lo stupore, Don Gianluca mi invitò ad iniziare un cammino per capire se i miei pensieri corrispondevano ai pensieri di Gesù. Cosi si avvia per me un vero cammino; oltre collaborare sempre più in Parrocchia, inizio a conoscere Gesù.
La pigrizia nella preghiera, la paura ad andare incontro al mio futuro ostacolavano fortemente i consigli del mio Parroco e quindi il mio cammino di discernimento. Ma quando Dio vuole una cosa non gli è difficile ottenerla, e nonostante la mia resistenza è riuscito a raggiungere i suoi scopi.
Il Signore ha saputo guidarmi; nonostante le mie debolezze, insicurezze, indecisioni, paure, ha saputo condurmi nella sua strada. Ogni volta che guardo le scelte, il cammino fatto per essere qui, non posso non notare la Sua mano che sempre mi ha guidato.
Impossibile è poi dimenticarmi il grande conforto e aiuto che ho ricevuto dalla Madonna. Nei momenti più tristi e di maggiore insicurezza ho potuto sperimentare la Sua grande vicinanza.
Non so quello che succederà in questi anni: se proseguiró questo percorso fino a diventare Sacerdote o meno, so solo che Gesù mi sta guidando e non mi resta che fidarmi!

Ti chiedo solo il piacere di ricordare me e i miei compagni di viaggio nella tua preghiera.